Il 15 marzo è sciopero mondiale per il clima

di: Filippo Franchetto

Occorre accelerare la transizione verso un'economia globale senza emissioni di gas serra, facendo pressione su tutti i governi affinchè l'Accordo di Parigi, a 3 anni di distanza dalla firma, non rimanga lettera morta.

La comunità scientifica mondiale concorda su un dato: sarà indispensabile contenere l'aumento del riscaldamento globale sotto la soglia di sicurezza di 1,5 °C, al fine di impedire  impatti irreversibili sul Pianeta.
Per evitare questo rischio concreto, bisognerà dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050. L'urgenza della questione obbliga i decisori politici ad attuare, quanto più velocemente possibile, azioni in grado di decarbonizzare l'economia su scala mondiale.

Da diverse settimane, centinaia di migliaia di studenti in ogni parte del mondo stanno rispondendo all'appello di Greta Thunberg, una ragazza svedese di 16 anni che ha deciso di scioperare dalla scuola ogni venerdì per chiedere al suo governo impegni reali sull'emergenza climatica. I suoi video, diventati virali, hanno innescato a livello globale un movimento spontaneo di giovani che ripropone questa inedita forma di sciopero, conosciuta con il nome di "fridaysforfuture".

È sulla scia di questo movimento che si muove l'iniziativa del 15 marzo "Global Strike For Future" (Sciopero Mondiale per il Futuro), una grande manifestazione che ha l'obiettivo di portare l’emergenza climatica in primo piano. Numerose realtà ambientaliste e associative italiane hanno risposto all'appello, invitando tutti i cittadini a scendere nelle piazze delle principali città per far sentire la propria voce.

Per approfondire il tema:


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