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Ecoscienza 2/2015

Delitti contro l'ambiente – Nuovi reati nel codice penale

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Editore: Arpa Emilia-Romagna
pubblicazione: 2015
pagine: 84
 
cover

Il numero 2 del 2015 di Ecoscienza propone una serie di riflessioni sul Ddl “ecoreati”, che introduce cinque nuovi delitti contro l’ambiente, oltre ad approfondimenti sull’origine dei nitrati e sugli strumenti di indagine per  la definizione delle aree vulnerabili. Completano questo numero il primo report integrato di sostenibilità di ArpaER e altri argomenti di attualità.

Delitti contro l’ambiente. Trasformare comportamenti illeciti sanzionati in reati puniti penalmente rappresenta un impegno di rilievo nella lotta contro i delitti ambientali, per un paese che ha vissuto Seveso, l’impatto dei petrolchimici, dell’amianto, del traffico illecito di rifiuti e le “terre dei fuochi”. Tuttavia la punibilità e l’entità della pena non costituiscono l’unico elemento di giudizio. L’inasprimento della lotta agli ecoreati rappresenta anche un salto culturale di cui il paese ha bisogno per promuovere la cultura della legalità e per assicurare alle imprese sane e innovative ed ecosostenibili la possibilità di stare sul mercato a parità di condizioni. Il lavoro per approdare al disegno di legge è stato enorme, con la convergenza di politici, ambientalisti, magistrati, giuristi e forze dell’ordine e del controllo ambientale. Questa intensa attività ha condotto a una sostanziale unanimità politica, fatto per nulla scontato. Il giudizio che molti, soprattutto esperti, danno del provvedimento è positivo, anche se nessuno nasconde che possa essere migliorato.

L’origine dei nitrati e nuovi strumenti di indagine per la definizione delle aree vulnerabili. La direttiva europea 91/676/CEE, “direttiva nitrati”, richiedeva agli Stati membri la definizione delle aree interessate da elevate concentrazioni di nitrati nelle quali attuare programmi e azioni volti a superare le criticità, con particolare riferimento alla tutela delle acque destinate all’uso potabile. A vent’anni dall’emanazione della direttiva, i miglioramenti attesi non sono stati all’altezza delle attese. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) – in collaborazione con le Agenzie ambientali – ha condotto uno studio sperimentale sull’origine e il contenuto dei nitrati nelle acque sotterranee e superficiali presenti nelle regioni del bacino del Po, della pianura Veneta e del Friuli Venezia Giulia. Lo studio mostra che il contributo zootecnico non è mai prevalente nel dare origine alla diffusione dei nitrati nelle acque; quest’evidenza deve dunque essere considerata nell’individuazione delle aree vulnerabili e nella definizione dei piani di azione.

 

Sommario ▼

Editoriale

Dei delitti e delle pene per le sostenibilità

Alessandro Bratti

 

Stefano Tibaldi lascia la direzione di Arpa dopo 6 anni

Franco Zinoni

 

Tibaldi e la meteorologia italiana

Carlo Cacciamani

 

La nuova vita di AssoArpa mentre tutto cambia

Intervista a Luca Marchesi a cura di Daniela Raffaelli

 

Verso la misurazione del valore di Arpa

Elisa Bonazzi, Stefano Tibaldi

 

Reporting integrato quali benefici per la PA?

Fabrizio Indelicato

 

 “Leggere” la spesa pubblica in chiave ambientale

Ilaria Bergamaschini

 

Un progetto sugli open data ambientali in Emilia-Romagna

Stefano Cattani, Massimo Fustini

 

Lotta alla zanzara tigre in Emilia-Romagna

Romeo Bellini, Roberto Cagarelli, Marco Carrieri, Federica Giovannini, Carmela Matrangolo, Paola Angelini, Claudio Venturelli, Alba Carola Finarelli

 

Reato ambientale

Il contrasto agli ecoreati, una leva per la qualità

Ermete Realacci

 

Un passo avanti nella lotta agli ecoreati

Salvatore Micillo

 

Riflessioni su nuove ipotesi di delitto ambientale

Costanza Bernasconi

 

Il reato nel codice penale può arginare la criminalità

Luciano Butti

 

Verso un nuovo sistema dei reati contro l’ambiente

Giuseppe Battarino

 

Sanzioni più severe per prevenire l’inquinamento

Luigia Spinelli, Irene De Chiaro

 

Un “tagliando di controllo” per le nuove norme

Francesco Castellano

 

Un nuovo assetto per superare le impunità

Gen. B. Vincenzo Paticchio

 

Più forza all’aggressione dei proventi illeciti

Gen. B. Stefano Screpanti, Col. T. ST Giancarlo Franzese

 

Il bene “ambiente” merita una tutela rinforzata

Giuseppe Giove

 

Una riforma di civiltà attesa da 21 anni

Stefano Ciafani

 

Le prescrizioni: un’occasione per le Agenzie ambientali

Giovanni Fantini

 

Nitrati

Un quadro complesso in attesa di risultati

Franco Zinoni

 

Effluenti zootecnici, cambiare le norme europee

Giuseppe Cacopardi, Daniela Quarato

 

Il rapporto isotopico per misurare le fonti di nitrati

Bernardo De Bernardinis

 

Le sorgenti di nitrati, studio sul bacino del Po

Maria Belli, N. Calace, I. Marinosci, M. Peleggi, G. Rago, F. Saccomandi

 

Misura e valutazione dei nitrati in falda

Marco Marcaccio, Donatella Ferri

 

Il contenimento dei nitrati in Emilia-Romagna

Andrea Giapponesi, Immacolata Pellegrino, Francesco Tornatore

 

Il servizio ecosistemico della flora ripariale

Giuseppe Castaldelli, Marco Bartoli

 

Il punto di vista delle organizzazioni agricole

Stefano Masini, Secondo Scanavino, Alessandro Pantano

 

Attualità

Dinamiche di ricarica nella conoide del Trebbia

Ilaria Lauriola, Valentina Ciriello, Marco Marcaccio

 

Monitoraggio pollini, non solo in primavera

Alessandro Donati

 

Come favorire le rinnovabili per il riscaldamento

Mattia Gussoni, Michele Sansoni, Francesca Lussu

 

Teleriscaldamento ed efficienza energetica

Marco Marvelli

 

Rubriche

Legislazione news

 Libri

Eventi

 Abstracts

ARPA Emilia Romagna
Arpa è l’Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente dell’Emilia-Romagna. Istituita con L.R. nº 44 del 1995, è operativa dal 1996 con i seguenti compiti istituzionali: monitoraggio delle diverse componenti ambientali; controllo e vigilanza del territorio e delle attività antropiche; attività di supporto nella valutazione dell’impatto ambientale di piani e progetti; realizzazione e gestione del Sistema informativo regionale sull’ambiente.
Le attività dell’Agenzia sono rivolte a referenti istituzionali locali, regionali e nazionali, al mondo dell’economia, a privati cittadini. Arpa Emilia-Romagna rientra nella rete delle Agenzie, composta dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e da 21 Agenzie regionali (Arpa) e provinciali (Appa).

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