Primo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (2017)

Questo primo Rapporto edito nel 2017 va a colmare un grande vuoto, ovvero la valutazione delle diverse dimensioni del Capitale Naturale.

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Sin dalle origini lo sviluppo delle società umane è strettamente legato all’utilizzo degli stock di risorse naturali e dei beni e servizi da essi forniti. Si tratta di ciò che oggi definiamo “Capitale Naturale”, e cioè l’intero stock di beni naturali (organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche) che contribuiscono a fornire beni e servizi di valore, diretto e indiretto, per l’umanità e che sono necessari per la sopravvivenza dell’ambiente stesso da cui sono generati. È ormai evidente a tutti che la vera sfida per il futuro dell’umanità, una sfida senza precedenti nella nostra storia, è quella di adottare nuovi modelli di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibili.
Modificare concretamente le scelte individuali e collettive a favore di uno sviluppo sostenibile richiede, tra le altre cose, una conoscenza molto più dettagliata delle diverse dimensioni del “Capitale Naturale” e della sua evoluzione nel tempo.
Oggi in Italia il Capitale Naturale non è soggetto ad una contabilità “ufficiale” ed estesa. Solo alcune componenti sono misurate in termini fisici, spesso in termini solo di flusso (come nel caso dei flussi di materia utilizzati nelle attività economiche). Queste misurazioni fisiche, fondamentali, vanno estese. Una sottovalutazione o, addirittura, l’assenza di una misurazione, del valore del Capitale Naturale e dei servizi da esso forniti, può essere rischiosa: può comportare scelte sbagliate con rilevanti costi, diretti e indiretti, non solo immediati, ma a medio e lungo termine, non solo ecologici, ma sociali ed economici. Una valutazione, fondata su conoscenze e analisi scientifiche solide, costituisce una base indispensabile per le scelte, per le politiche e le misure lungimiranti.
Tale valutazione richiede il supporto di sistemi contabili e statistici adeguatamente attrezzati, a livello centrale e regionale che invece sono oggi da rafforzare.

Il 22 dicembre 2015 è stata approvata la legge n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, il cosiddetto Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014. Il capo XI di tale norma è intitolato “Disposizioni varie in materia ambientale” e include, tra gli altri, l’articolo 67 “Comitato per il capitale naturale”.

Il Comitato invia al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze un Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia contenente informazioni sullo Stato del Capitale Naturale nazionale, corredato di informazioni e dati ambientali espressi in unità fisiche e monetarie.
Considerare il valore del Capitale Naturale è alla base anche degli obblighi morali che abbiamo nei confronti delle generazioni future e della necessità di un contratto sociale intergenerazionale che garantisca nel futuro le stesse opportunità disponibili nel passato e nel presente.
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Comitato per il Capitale Naturale

Il 22 dicembre 2015 è stata approvata la legge n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, il cosiddetto Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014. Il capo XI di tale norma è intitolato “Disposizioni varie in materia ambientale” e include, tra gli altri, l’articolo 67 “Comitato per il capitale naturale”,, nel quale si dispone l’istituzione di un comitato presieduto dal Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), e composto dai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole alimentari e forestali, per gli affari regionali e le autonomie, per la coesione territoriale, per la semplificazione e la pubblica amministrazione, dei beni e delle attività culturali e del turismo, o loro rappresentanti delegati.

Parte I: INTRODUZIONE  
1 Perché un Comitato per il Capitale Naturale?       
1.1 Valutare il Capitale Naturale: una questione cruciale della nostra epoca   
1.2 La legge n. 221/2015 e l’articolo 67: il Comitato, il suo funzionamento e gli obiettivi istituzionali    
1.3 Alcuni riferimenti normativi europei   
1.4 Principali riferimenti internazionali per la misurazione e la contabilità del Capitale Naturale    
2 Capitale Naturale e Servizi Ecosistemici: definizioni e classificazioni

Parte II: LO STATO FISICO DEL CAPITALE NATURALE IN ITALIA  
3 Gli Assets del Capitale Naturale    
3.1 Il Suolo    
3.2 Il Sottosuolo    
3.3 L’Acqua    
3.4 Atmosfera (clima e aria)        
3.5 Biodiversità    
4 Le Ecoregioni d’Italia   
5 Valutazione dello stato di conservazione degli ecosistemi a livello nazionale con descrizione a livello ecoregionale     
6 Le pressioni sugli assets    
6.1 Principali fattori di pressione sulle componenti del Capitale Naturale   
6.2 Fattori di pressione sul Suolo       
6.3 Fattori di pressione sulla Biodiversità      
6.4 Fattori di pressione sull’Atmosfera      
6.5 Fattori di pressione sulle Acque       
6.6 Fattori di pressioni sul Mare       
7 Valutazione fisica di beni e Servizi Ecosistemici per casi pilota   
7.1 Foreste   
7.2 Agricoltura e consumo di suolo       
7.3 Sistemi marino-costieri    
7.4 Aree metropolitane
 
Parte III: APPROCCI ALLA VALUTAZIONE E ALLA CONTABILITÀ ECONOMICA DEL CAPITALE NATURALE      
8 Origini e ragioni della valutazione economica    
9 I Sistemi Internazionali di Contabilità Ambientale per la misurazione del Capitale Naturale e dei Servizi Ecosistemici     
9.1 I SEEA    
9.2 I SEEA-EEA    
10 Lo schema teorico della valutazione economica     
11 Esempi di valutazione economica in Italia        
11.1 Valutazione Economica dei Servizi Ecosistemici del Suolo   
11.2 Valutazione Economica dei Servizi Ecosistemici del Mare/Coste   
11.3 Valutazione Economica dei Servizi Ecosistemici delle Aree Umide

Parte IV: INDIRIZZI PER LA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI DELLE POLITICHE SUL CAPITALE NATURALE      
12 Uno schema logico per la valutazione degli effetti delle politiche pubbliche sul Capitale Naturale e sui Servizi Ecosistemici
 
Parte V: PROSPETTIVE E RACCOMANDAZIONI     
13 Prospettive e Raccomandazioni    
13.1 Individuazione di misure per accrescere la conoscenza dei dati finalizzata alle valutazioni    
13.2 Raccomandazioni    
13.3 Temi su cui si necessita un approfondimento   
 
ALLEGATI TECNICI
A. Il Capitale Naturale: origini e riconoscimento      
A.1 Teoria ecologica ed economica: il riconoscimento del valore del capitale naturale come asset fondamentale per lo sviluppo e il benessere delle società umane    
A.2 I personaggi e le idee   
B. Il Capitale Naturale nei rapporti e nei programmi internazionali    
B.1 MEA - Millennium Ecosystems Assessment    
B.2 TEEB - The Economics of Ecosystems and Biodiversity  
B.3 WAVES - Wealth Accounting and the Valuation of Ecosystem Services   
B.4 MAES, CICES e Corine Land Cover     
B.5 Altre iniziative internazionali      
C. I Sistemi Internazionali di Contabilità Ambientale per la misurazione del Capitale Naturale      
C.1 I SEEA    
C.2 I SEEA-EEA    
C.3 La Contabilità ambientale in Unione Europea     
C.4 Le sperimentazioni di contabilità ambientale in Italia     
D. L’Eco-rendiconto e la misurazione delle spese ambientali   
E. La valutazione del Capitale Naturale: alcune esperienze estere     
E.1 Il Comitato per il Capitale Naturale Britannico (UK Natural Capital Commitee)       
E.2 Altre esperienze    
E.3 Altre iniziative e modelli di valutazione    
F. Il ruolo del Capitale Naturale nel BES   
G. I Pagamenti per i servizi ecosistemici: definizioni e classificazioni    
H. Lo stato del Capitale Naturale   
H.1 I Numeri della biodiversità       
H.2 Valutazione fisica di beni e Servizi Ecosistemici per casi pilota  
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI   

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Secondo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (2018)
di Comitato per il Capitale Naturale
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Pagine 142
Pubblicazione: 2018
Numero pagine: 152
Formato originale: 21 x 29,7
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