Secondo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (2018)

Il secondo Rapporto edito nel 2018 continua la misurazione del valore fisico e monetario della dotazione di foreste, biodiversità, fiumi, mari, e della totalità di ecosistemi di cui siamo ricchissimi.

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“Dov’è la ricchezza delle Nazioni?” si chiedeva un rapporto della Banca Mondiale del 2011, nel tentativo di superare l’inadeguatezza del PIL come misura di benessere. Il Comitato per il Capitale Naturale cerca, in relazione ai compiti che gli sono stati assegnati, di rispondere a questa domanda avviando la misurazione del valore fisico e monetario della dotazione di foreste, biodiversità, fiumi, mari, e della totalità di ecosistemi di cui siamo ricchissimi.

Tale valore si esplica in benefici di cui usufruiamo tutti i giorni e che provengono dall’insieme di servizi ecosistemici che la natura ci fornisce, ma che spesso non percepiamo e non valutiamo al loro giusto valore. L’obiettivo che il Comitato per il Capitale Naturale persegue è anche quello di rendere visibile a cittadini e policy makers il valore di questi benefici.

Come sottolineato nelle Raccomandazioni del Primo Rapporto, la “sfida principale”, di un percorso lungo ed appena agli inizi, è quella di elaborare schemi concettuali, raccogliere dati, affinare modelli su una dimensione, quella della misurazione del Capitale Naturale e degli impatti delle politiche su esso. A tal proposito è emersa sempre più forte la necessità di coinvolgere il mondo della ricerca e delle amministrazioni locali.
In questo Secondo Rapporto, importanti progressi sono fatti in termini di arricchimento dei fattori di analisi grazie ad una sempre maggiore sinergia tra esperti della materia, centri di ricerca nazionali ed internazionali, e la pubblica amministrazione.
Viene poi raffinata la valutazione biofisica degli ecosistemi terrestri a livello eco-regionale e regionale, anche con aggiornamenti sullo stato di conservazione di alcuni di essi. Inoltre, il focus sul valore biofisico degli stock di Capitale Naturale nelle ecoregioni marine mette in luce i primi risultati di un progetto sperimentale finalizzato ad un sistema di contabilità ambientale per le Aree Marine Protette italiane.

Vengono approfonditi alcuni dei principali elementi di pressione sugli asset del Capitale Naturale. In particolare, vengono valutati su scala nazionale, ed anche eco-regionale, il consumo di suolo e la frammentazione degli ecosistemi naturali e semi-naturali, che ne mettono a rischio lo stato di conservazione le funzionalità. Inoltre, ampia attenzione è dedicata all’impatto dei cambiamenti climatici sulla capacità degli ecosistemi di continuare a garantire Servizi Ecosistemici, anche attraverso dei focus su criticità ambientali di grande attualità per l’Italia, quali gli incendi e la siccità.

Questo Secondo Rapporto, inoltre, inizia a delineare un percorso metodologico importante in merito all’attribuzione di una misurazione monetaria del flusso di Servizi Ecosistemici prodotti dal nostro Capitale Naturale. Seguendo le Raccomandazioni del Primo Rapporto, si riporta una prima applicazione, del tutto introduttiva e sperimentale, dei sistemi di contabilità economico-ambientale di alcuni Servizi Ecosistemici come l’impollinazione agricola, i servizi ricreativi, la purificazione delle acque, oltre che valutazioni economiche della qualità degli habitat e dell’importante servizio di mitigazione dell’erosione del suolo. I valori monetari ottenuti, seppur frutto di metodologie da perfezionare, aprono una prospettiva ineludibile circa la straordinaria importanza del Capitale Naturale, anche in cooperazione con altri tipi di capitale come quello Culturale, in merito alla dimensione di quella Ricchezza delle Nazioni di cui si cerca la radice.

Le metodiche rappresentate in questo Rapporto sul tema delle valutazioni ex-ante ed ex-post dell’impatto delle politiche pubbliche, non solo quelle a scopo ambientale, sul Capitale Naturale sono esplorate con crescente dettaglio. Questi schemi di analisi sono presentati anche nell’ottica di aiutare i decisori politici a valutare in fase preliminare gli effetti delle decisioni politiche sul Capitale Naturale, considerato in una dimensione più ampia di benessere e di qualità della vita dei cittadini, con l’obiettivo di valutare il progresso della società non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale.
Il Comitato per il Capitale Naturale, infine, propone nuove raccomandazioni che si pongono come agenda per i prossimi rapporti, che intendono assicurare un contributo significativo alla realizzazione degli obiettivi mondiali tracciati dall’Agenda 2030 per una crescita sostenibile che l’Italia deve continuare a perseguire per le generazioni presenti e future.

Comitato per il Capitale Naturale

Il 22 dicembre 2015 è stata approvata la legge n. 221 "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", il cosiddetto Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014. Il capo XI di tale norma è intitolato "Disposizioni varie in materia ambientale" e include, tra gli altri, l'articolo 67 "Comitato per il capitale naturale", nel quale si dispone l'istituzione di un comitato presieduto dal Ministro dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), e composto dai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole alimentari e forestali, per gli affari regionali e le autonomie, per la coesione territoriale, per la semplificazione e la pubblica amministrazione, dei beni e delle attività culturali e del turismo, o loro rappresentanti delegati.

EXECUTIVE SUMMARY

PARTE I: INTRODUZIONE
1 Il Contesto Istituzionale sul Capitale Naturale
1.1 La normativa: istituzione e compiti del Comitato per il Capitale Naturale
1.2 Il Capitale Naturale nel contesto istituzionale
2 Capitale Naturale e Servizi Ecosistemici: cosa sono e perché è importante misurarli
3 Prospettive e Raccomandazioni del Primo Rapporto  

PARTE II: LE INFORMAZIONI ESISTENTI E IL FABBISOGNO DI DATI
4 La valutazione biofisica degli ecosistemi italiani
4.1 Ecosistemi terrestri a livello eco-regionale e regionale: aggiornamento delle valutazioni sullo stato di conservazione
4.2 Il Capitale Naturale nelle ecoregioni marine
Box A: Macro-ecosistemi marini
4.3 La contabilità ambientale nelle aree marine protette: un progetto sperimentale  
Box B: La contabilità ambientale di tipo biofisico: “emergia”
4.4 Gli ecosistemi agricoli: l’agro-ecosistema irriguo e i relativi servizi ecosistemici
5 Le pressioni sul Capitale Naturale
5.1 Scenari di cambiamento climatico ed impatti sugli ecosistemi forestali ed i Servizi Ecosistemici ad essi associati
5.2 Incidenza degli incendi
Box C: European Forest Fire Information System (EFFIS)
Box D: Dati EFFIS in Europa
5.3 Il Consumo di suolo
5.4 Pressione della frammentazione e consumo di suolo sugli ecosistemi naturali e semi-naturali
Box E: Il ruolo del carbonio organico del suolo: sicurezza alimentare e mitigazione delle emissioni di gas serra
5.5 Il bilancio idrologico in Italia
Box F: La siccità del 2017
6 Dalle valutazioni biofisiche del Capitale Naturale e dei Servizi Ecosistemici a quelle monetarie
6.1 La Contabilità Economico-Ambientale: aspetti definitori nel SEEA-CF e nel SEEA-EEA
6.2 Un’applicazione di Contabilità SEEA-EEA per l’Italia: il progetto KIP INCA del JRC
6.2.1 Impollinazione agricola
6.2.2 Servizi ricreativi outdoor  
6.2.3 Purificazione delle acque
6.3 La valutazione biofisica-economica dei Servizi Ecosistemici: gli studi ISPRA
6.3.1 Controllo e mitigazione dell’erosione  
6.3.2 Qualità degli Habitat
6.4 Gli studi di letteratura sulla valutazione economica del Capitale Naturale e dei Servizi Ecosistemici in Italia  
Box G: Il valore dell’assorbimento di gas serra in Italia: un esercizio di misurazione
7 Il Capitale Naturale e gli altri input: l’interazione tra Capitale Naturale e Capitale Culturale
Box H: Sperimentazione di mappatura e valutazione dei Servizi Ecosistemici culturali-ricreativi nei Parchi Nazionali italiani

PARTE III: LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DELLE POLITICHE PUBBLICHE SUL CAPITALE NATURALE
8 Introduzione alla valutazione degli effetti delle politiche pubbliche sul Capitale Naturale
9 L’Eco-rendiconto: il quadro delle spese per l’ambiente.
10 Le imposte ambientali
11 Novità normative rilevanti per il Capitale Naturale  
12 Le novità normative per la valutazione degli effetti delle politiche pubbliche sul Capitale Naturale
12.1 La disciplina sugli indicatori di BES nel DEF
12.2 Il nuovo regolamento sulla AIR (Analisi di Impatto della Regolamentazione) e VIR (Verifica di Impatto della Regolamentazione)  
12.3 L’integrazione del Capitale Naturale nella valutazione della Politica di Coesione 2014-2020
12.4 La riforma degli investimenti pubblici e le opportunità di integrare il Capitale Naturale nella valutazione delle opere pubbliche
12.5 Verso una griglia di indicatori per la valutazione ex-ante delle policies coerenti con la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS)
PARTE IV: RACCOMANDAZIONI

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI  


LISTA ALLEGATI

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