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I rifugi alpini del Verbano-Cusio-Ossola verso un turismo sostenibile

Una lettura sistemica della ricettività in alta quota

Scaricato: 542 volte

pubblicazione: 2012
pagine: 792
Parole chiave parole chiaveSostenibilità - Turismo sostenibile
 

C’era una volta la montagna, battuta da escursionisti appassionati ed esperti in cerca di percorsi impegnativi che si appoggiavano ai rifugi alpini solo come stazioni di partenza, funzionali, da frequentare quasi unicamente nel periodo estivo. Oggi a tale tipo di escursionismo da professionisti se ne affianca uno di “massa”, più accessibile, da scampagnata, con un numero crescente di frequentatori che vedono nel rifugio o nella piccola struttura ricettiva di montagna il punto di arrivo della passeggiata estiva o invernale, un piacevole luogo di ristoro immerso nella natura. Se rispetto al passato si è ampliata e differenziata la domanda escursionistica, esiste già un’offerta di servizi ricettivi e turistici sostenibili capaci di rispondere a questa nuova tendenza?
FreeBook Ambiente propone una ricerca molto nutrita e argomentata (una parte introduttiva di circa 80 pagine, cui si aggiunge l’analisi dettagliata di ognuno dei rifugi per un totale di quasi 800 pagine, corredate da schede illustrate dei rifugi dell’arco alpino italo-svizzero) sulle nuove frontiere del turismo sostenibile in alta quota: I rifugi alpini del Verbano-Cusio-Ossola verso un turismo sostenibile. Una lettura sistemica della ricettività in alta quota, a cura di Riccardo Beltramo e Stefano Duglio e in collaborazione con la Regione Piemonte.

 

 

 

 

Sommario ▼

Prefazione
Nota Metodologica                                                            

Capitolo 1. Inquadramento gestionale e tecnologico      
Capitolo 2. Il database e l’applicazione software
Capitolo 3. Inquadramento di sintesi per valle  
                                   

Valle Antigorio-Devero
Rifugio Castiglioni
Rifugio Monte Zeus
Rifugio Zum Gora
Rifugio Sesto Calende (non gestito)

Valle Antrona
Rifugio Alpe la Colma
Rifugio Andolla
Rifugio Città di Novara

Valle Anzasca
Rifugio Oberto-Maroli
Rifugio Wengwald Hutte
Rifugio Zamboni-Zappa
Rifugio CAI Saronno (non gestito)

Val Bognanco
Rifugio Alpe il Laghetto
Rifugio Gattascosa
Rifugio Il Dosso
Rifugio San Bernardo

Val Divedro
Rifugio Città di Arona
Rifugio Crosta  

Valle Formazza
Rifugio 3A
Rifugio Bimse
Rifugio Città di Busto
Rifugio Claudio e Bruno
Rifugio Margaroli
Rifugio Maria Luisa
Rifugio Miryam
Rifugio Mores
Rifugio Somma Lombardo  

Val Grande
Rifugio Fantoli
Rifugio Parpinasca
Rifugio Pian Cavallone  

Val Vigezzo
Rifugio Blitz
Rifugio Nigritella
Rifugio Stria Rusa dal Blitz 
Rifugio Al Cedo (non gestito)
Rifugio Bonasson (non gestito)
Rifugio Regi Forno (non gestito)
Rifugio Greppi (non gestito)  

Altre località Baita Omegna
Rifugio Brusa-Perona 
Rifugio Cà Bianca del Minatore (non gestito)
Rifugio Monte Vecchio (non gestito)    

Conclusioni

Bibliografia

 


Riccardo Beltramo
Professore ordinario di Operations management e presidente del corso di studi in Amministrazione aziendale, in modalità telematica, dell’Università degli Studi di Torino. È presidente del Centro interdipartimentale sui rischi naturali in ambiente montano e collinare – NATRISK. Dal 1985 si occupa di ecologia industriale, ideando e sperimentando nuove forme gestionali volte alla sostenibilità economica e ambientale delle organizzazioni. Dalla metà degli anni Novanta ha orientato la propria attenzione sulle politiche di sviluppo dei territori montani, con particolare attenzione all’ideazione e alla realizzazione di modelli per favorire un turismo responsabile. Dal 2001 al 2007 è stato responsabile dell’Area sistemi di gestione e tecnologie ecoefficienti di Ev-K2-CNR, coordinando progetti di ricerca in Himalaya e in Karakorum, fra cui la gestione ambientale della spedizione italiana al K2, nel 2004.

Stefano Duglio
Ricercatore in Scienze Merceologiche presso la Facoltà di Economia di Torino, è docente di Strumenti e tecniche per l’ecoefficienza. Dal 2001 svolge attività di ricerca nel campo della gestione ambientale e integrata di organizzazioni e di aree territoriali, concentrando l’attenzione alla qualificazione ambientale dell’offerta turistica in ambiente di montagna. L’attività di studio lo ha visto impegnato anche in Pakistan nella “Spedizione K2 2004 – 50 anno dopo”, organizzata dal Comitato Ev-K2-CNR, dove si è occupato della gestione ambientale dell’evento. Afferisce al Centro interdipartimentale NatRisk.

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