Nel 2035 l'ingresso nell'era delle rinnovabili

di: Filippo Franchetto

di Filippo Franchetto

Tra meno di 20 anni, ed esattamente nel 2035, il settore energetico potrebbe raggiungere un “punto di singolarità”, oltre il quale l'attuale fase di transizione energetica globale potrà considerarsi raggiunta e superata. Questa è la previsione contenuta in un recente rapporto curato da Wood Mackenzie, dal titolo "Thinking global energy transitions: The what, if, how and when".

I due fattori chiave

Secondo il rapporto di Wood Mackenzie, nell'attuale fase di transizione del sistema energetico stanno emergendo con chiarezza due driver tecnologici: le energie rinnovabili e l'elettrificazione dei trasporti. Se considerato isolatamente, nessuno di questi due fattori potrà consentire di arrivare a un vero punto di svolta, che verrà invece raggiunto nel momento in cui ambedue le tecnologie raggiungeranno una quota di mercato del 20% (oppure rappresenteranno il 50% delle nuove vendite o attività di sviluppo).

Sarà quindi la convergenza di entrambi i fattori - rinnovabili ed elettrificazione dei trasporti - a consentire il raggiungimento, probabilmente nel 2035, del punto di non ritorno (“tipping point”) che marcherà l’ingresso definitivo nel nuovo paradigma energetico. Si tratta di quel momento storico in cui il 20% della domanda energetica mondiale sarà soddisfatto da solare ed eolico e – contemporaneamente - il 20% di tutti i chilometri percorsi da automobili, camion, bus e biciclette avverrà grazie a motori elettrici.

 

 

E dopo il 2035?

Secondo il rapporto, una volta arrivati al punto di svolta, la strada sarà tendenzialmente in discesa. La diffusione sia delle rinnovabili che del trasporto elettrificato aumenterà in maniera vertiginosa, poiché a quel punto sarà diventata in molti Paesi l'opzione tecnologica "di default".

Wood Mackenzie prevede che la metà di tutte le nuove centrali elettriche costruite dopo il 2035 comprenderà solare, eolico o una combinazione ibrida con sistemi di accumulo, mentre la metà di tutti i chilometri aggiuntivi percorsi verrà effettuata con veicoli elettrici.

Naturalmente non mancano le incognite per il futuro: c'è la possibilità, ad esempio, che i prezzi delle batterie non scendano così velocemente come previsto. Ma d'altra parte sono possibili sorprese anche in senso opposto, grazie a nuove scoperte nel campo dell'accumulo energetico o al diffondersi di politiche energetiche lungimiranti, in grado di accelerare la fase di transizione.

E’ sufficiente?

E’ di poche settimane fa la pubblicazione, da parte dell’IPCC (Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), dello “Special Report on Global Warming of 1.5 °C”. Gli scienziati concordano nel ritenere che soltanto cambiamenti strutturali rapidi e drastici, in tutti i settori produttivi ed economici, potranno scongiurare un aumento irreversibile delle temperature medie globali. Per contenere l’aumento entro la soglia di sicurezza di 1.5 °C, entro il 2030 le emissioni globali di anidride carbonica di origine antropogenica dovranno diminuire del 45% rispetto ai livelli del 2010, per poi azzerarsi completamente entro il 2050.  

Risulta evidente che le rapide trasformazioni nel settore energetico, così come previste nel rapporto di Wood Mackenzie, potrebbero non essere sufficienti a scongiurare i catastrofici scenari climatici previsti dagli scienziati. Sarà dunque necessario un immediato e deciso cambio di passo su scala globale, che consenta di incrementare esponenzialmente l’accelerazione del processo trasformativo delle nostre modalità di produrre e consumare energia.

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