Molti Comuni italiani dicono addio alla plastica usa e getta

di: Maria Antonietta Giffoni

Bicchieri, posate, cannucce, bastoncini per mescolare bevande, tazzine, contenitori per cibo: questi alcuni dei prodotti in plastica che vengono utilizzati una sola volta e poi buttati via o, alla peggio, abbandonati, dando vita al fenomeno cosiddetto del littering e cioè l'abbandono indiscriminato dei rifiuti nell'ambiente.

Per porre un freno a questo fenomeno, la Commissione europea ha adottato la “Strategia europea per la plastica”. Una delle misure, ancora in fase di approvazione, prevede il bando di molti articoli in plastica monouso.

Anticipando la legislazione europea, molte amministrazioni locali hanno emesso ordinanze per il divieto di questi articoli. Alcune si sono limitati a vietarne l'uso negli uffici comunali; altre ne hanno, invece, vietato la vendita e l'uso in tutto il territorio comunale.

Ad esempio, alcuni comuni, tra cui Milano, Treviso, Ancona, Aosta, hanno imposto l'eliminazione della plastica usa e getta chi in uffici comunali e aziende partecipate, chi nelle carceri e nelle scuole, chi durante le feste, eventi e manifestazioni promosse dai comuni stessi.
Altre amministrazioni locali, come San Vito Chietino, Castiglion della Pescaia, Palermo, Como ne hanno vietato addirittura la vendita negli esercizi commerciali e l'uso da parte dei cittadini e delle attività di ristorazione. In alcuni comuni le stoviglie mono uso sono bandite al punto che non possono essere più buttate via insieme agli altri rifiuti domestici.

 

Per approfondire il tema:

Il Littering. Linee guida per campagne di comunicazione ambientale

Sepolti dalla plastica. Lo spreco funzionale
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