La foresta amazzonica brucia! Cosa possiamo fare?

di: Maria Antonietta Giffoni

La foresta tropicale più grande del mondo sta andando letteralmente in fumo. Sono settimane che brucia, mandando in fiamme migliaia di ettari di un'area unica al mondo per la sua biodiversità, con una flora e una fauna insostituibili. Preoccupiamocene anche noi!

La speranza naufragata
La distruzione della foresta amazzonica non è cominciata certo in questi giorni con gli incendi. Secondo uno studio dalle Nazioni Unite, dal 1970 fino all’inizio del 2000 sono andati distrutti almeno 700mila chilometri quadrati della foresta amazzonica brasiliana (i 7 milioni di chilometri quadrati che costituiscono l'Amazzonia sono suddivisi tra nove paesi, ma il 65% della zona boschiva si trova in Brasile).
Dopo una breve parentesi, cominciata nel 2004, con la Presidenza Lula che cercò di portare avanti una politica di protezione e conservazione della foresta amazzonica, dal 2014 l'opera di deforestazione è ricominciata, in nome dell'espansione economica.
Con l'elezione del Presidente Bolsonaro nel gennaio 2019, ogni speranza di riprendere una politica di protezione e salvaguardia della foresta è definitivamente naufragata.

Come ciò ci riguarda?
Perché dobbiamo preoccuparci se la foresta amazzonica viene distrutta? Perché è il "polmone del mondo"! La foresta custodisce un terzo dei boschi primari che assorbono le emissioni di carbonio prodotte dal pianeta, il 20% dell’acqua dolce non congelata e oltre il 30% della flora e fauna esistenti sulla Terra. Grazie alla sua marcata densità di vegetazione, assorbe elevate quantità di anidride carbonica, generando ossigeno. Una deforestazione selvaggia e non controllata diminuirebbe questo effetto, aumentando i problemi legati all'effetto serra.
Inoltre, verrebbero distrutti una flora e una fauna insostituibili: si stima che l'Amazzonia ospiti "circa 2,5 milioni di specie di insetti, decine di migliaia di piante e circa 2.000 uccelli e mammiferi; e nel solo Brasile vi è una media tra 96.000 e 128.000 specie di invertebrati e un chilometro quadrato della foresta pluviale amazzonica può contenere circa 90.000 tonnellate di alberi e piante varie".

Cosa possiamo fare?
Per evitare che questo grande polmone della Terra vada distrutto, dobbiamo sperare che i Governi di tutto il mondo si mobilitino e fermino questo scempio. Ma possiamo anche muoverci in prima persona. Diverse sono le iniziative a cui possiamo aderire, per dire la nostra e fare la nostra parte.
Potremmo cominciare, per esempio, a firmare la petizione contro la deforestazione dell'Amazzonia lanciata su Change.org da Valeria Magalhaes e diretta al Governo brasiliano, all'Ibama (Istituto brasiliano dell'ambiente e delle risorse naturali rinnovabili), al Ministero dell'Ambiente, al Sisnama (Sistema nazionale dell'ambiente), a Greenpeace, al Senato e al Ministero della giustizia.
La petizione chiede di prevenire la deforestazione e lo sfruttamento dell'Amazzonia, perché "non tutto può essere fatto in nome della crescita economica". E chiede di rispettare l'articolo 225 della Costituzione federale del Brasile, secondo cui "ognuno ha il diritto a un ambiente ecologicamente equilibrato, un bene per l'uso comune delle persone ed essenziale per la sana qualità della vita, e il potere pubblico e la comunità hanno il dovere di difenderlo e preservarlo per le generazioni presenti e future ".

Un'altra iniziativa che merita di essere citata è quella di Alejandro Jodorowsky, noto scrittore e cineasta cileno, che in un tweet ha scritto "per equilibrare la tragedia amazzonica propongo un atto mondiale psicomagico. Che il sette settembre (il 7 è il numero più attivo e settembre porta il "se" della semina), ogni essere umano pianti un albero, o semini un albero, in qualsiasi località gli sia possibile".  
Tralasciano la connotazione magica che può essere o meno condivisa, l'atto di piantare un albero non potrà certo salvare l'Amazzonia, ma potrà essere un gesto concreto che certamente farà del bene al nostro Pianeta e a noi che lo abitiamo.

Per approfondire
Prevenire la deforestazione e lo sfruttamento dell'Amazzonia!
La petizione di Valeria Magalhaes su Change.org

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