Cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile a scuola: la proposta di Fioramonti

di: Filippo Franchetto

Già a partire dal prossimo settembre, il nostro Paese potrebbe rendere obbligatorio lo studio dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile in tutte le scuole pubbliche.

Il neoministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, in una recente intervista alla Reuters ha proposto l'inserimento nei programmi scolastici di 33 ore annuali (poco meno di un'ora a settimana) dedicate allo studio dei problemi legati al cambiamento climatico. L'idea più complessiva di Fioramonti, inoltre, è quella di fare in modo che anche le materie più tradizionali, come geografia, matematica e fisica, vengano studiate sempre più nell'ottica della loro interconnessione con i tempi dello sviluppo sostenibile.

"L’intero ministero dell'Istruzione cambierà, per fare della sostenibilità e del clima il centro del modello educativo", ha dichiarato il ministro. Qualora le intenzioni di Fioramonti dovessero diventare realtà, l'Italia diventerebbe il primo paese al mondo a rendere obbligatorio lo studio dei cambiamenti climatici.

Fioramonti, ex professore di Economia all’Università di Pretoria, non è nuovo a proposte nette e drastiche sui temi ambientali. Due sue recenti e discusse proposte, quali l'introduzione di una tassa sulla plastica monouso e sugli alimenti zuccherati, sono state anche incluse tra le disposizioni della legge di bilancio 2020.

Ricordiamo anche che Fioramonti ha da poco pubblicato, per Edizioni Ambiente, un saggio dedicato proprio ai temi della sostenibilità dal titolo Il mondo dopo il Pil. Economia e politica nell'era della post-crescita. 
Il volume nasce dall'urgenza condivisa di definire nuovi sistemi (che non siano il "solito" prodotto interno lordo), per misurare le performance delle economie e per favorire il passaggio da un’economia verticistica, basata sulla globalizzazione delle produzioni di massa e sull’obsolescenza, a una più orizzontale, più personalizzata e attenta ai bisogni delle persone e delle comunità locali.

Per approfondire

Il mondo dopo il Pil. Economia e politica nell'era della post-crescita

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