Una zuppa di plastica poco digeribile

di: Maria Antonietta Giffoni

Il problema della plastica non si potrà mai risolvere se ci concentriamo solo su come riciclarla o smaltirla. Un cortometraggio ci spiega il perché.

Parliamo di The story of plastic, diretto da Deia Schlosberg e presentato da The Story Of Stuff Project, l'organizzazione nota per i suoi docufilm digitali dedicati ai problemi ambientali che affliggono il nostro Pianeta.

Tutti sappiamo che i rifiuti di plastica sono un grosso problema: chi di noi non ha visto immagini e filmati di rifiuti plastici che galleggiano nel mare, formano cumuli su spiagge e terreni, invadono i letti dei fiumi. E chi non ha letto del problema della microplastica che si insinua nella pancia dei pesci e nelle falde acquifere (leggi il nostro articolo in proposito nei Riferimenti in basso).

Molte sono le soluzioni proposte e adottate per riciclarla e smaltirla; e molti sono gli studiosi che ricercano modi sempre nuovi per riutilizzare questi rifiuti. Insomma, tutti siamo concentrati sul fine vita della plastica, ma quasi mai nessuno si chiede da dove proviene e perché viene prodotta.

A colmare questo vuoto ci pensa The story of plastic: attraverso un viaggio che percorre molti paesi del mondo, ci fa conoscere la lunga storia della plastica, che comincia con il gas naturale estratto con il fracking in Pennsylvania e finisce con le montagne di rifiuti in Indonesia. 
Il documentario ci mostra, insomma, l'intero ciclo di vita della plastica: dall'estrazione al trasporto, dalla raffinazione alla produzione, la distribuzione, il consumo e il passaggio allo stato di rifiuto.

La falsa profezia del riciclo

Mentre con altri materiali, come vetro e metalli, il riciclo funziona, con la plastica no: solo il 14% delle materie plastiche viene riciclato e solo il 2% viene riciclato in modo efficace: la maggior parte delle materie plastiche si degrada nella fase di riciclo e non può essere ritrasformata una seconda volta.
Mucchi di plastica inutile vengono quindi spediti all'estero in paesi come Cina, Indonesia e India, dove finisce per inquinare i corsi d'acqua e mettere in pericolo l'acqua potabile e la fauna selvatica. Un'altra buona parte viene bruciata, anche in siti vicini a insediamenti urbani, provocando problemi respiratori, eruzioni cutanee e malattie incurabili nelle persone che li abitano.

Da dove viene e perché

La plastica è un prodotto di scarto di petrolio e gas: il 99% dei materiali di cui è fatta la plastica viene dai combustibili fossili.
E questo lo sapevamo un po' tutti. Ma la parte più scioccante che il documentario mette in evidenza è che "di tutta la plastica mai esistita, più della metà è stata prodotta negli ultimi 15 anni e il 91% non è mai stato riciclato". Se a ciò aggiungiamo che la plastica prodotta negli ultimi anni, perlopiù, è usa e getta, ecco spiegati tutti gli ingredienti con cui siamo riusciti a "cucinare" l'enorme zuppa di plastica che vaga per il Pianeta.

Cambiare rotta

Il problema della plastica, "non è un problema di gestione dei rifiuti - si legge nel sito del docufilm -; si tratta, invece, di un problema ingestibile. Semplicemente, viene prodotta troppa plastica. Nonostante ciò, la grande industria prevede di incrementare la produzione annua di plastica. 'Big Plastic' e i suoi alleati stanno investendo miliardi per espandere la capacità produttiva, con un aumento previsto del 33% al 2025".
Nel frattempo, le Nazioni Unite stimano che entro il 2050 la plastica presente negli oceani sarà maggiore, in termini di peso, rispetto ai pesci.
"Se non cambiamo rotta - e presto - dovremo affrontare un futuro in cui le conseguenze della smodata produzione di plastica diventeranno solo più gravi".

 

Per approfondire

The story of plastic

Il sito del documentario


Atlande mondiale della zuppa di plastica
il libro di Edizioni Ambiente


Le microplastiche possono contaminare anche le falde acquifere sotterranee

Leggi l'articolo di Freebook

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